Multi-modalita' psicopatologiche e terapeutiche del disturbo depressivo

Multi-modalita' psicopatologiche e terapeutiche del disturbo depressivo

Si è osservato in letteratura che i fattori genetici che rendono il soggetto più esposto allo stress, l’eccessivo consumo di alcool e di sostanze psicoattive, il disadattamento e la disregolazione emotiva rappresentano i principali elementi scatenanti l’esordio e le ricadute depressive sin dall’età giovanile. In questa fascia di età, in particolare, diventa molto complessa una diagnosi differenziale tra un esordio depressivo ed una modifica fisiologica dell’affettività e dell’emotività correlata allo sviluppo evolutivo ed a fattori esogeni presenti nel gruppo dei pari.

Essendo il disturbo depressivo una patologia multifattoriale ed estremamente articolata nella sua espressività noetica e comportamentale, è fondamentale valutare ed approfondire le singole sfaccettature della psicopatologia disaffettiva nelle diverse fasi della vita, presentandosi la stessa in maniera cangiante e difforme, determinando anche un overlapping sintomatologico con altre patologie.

Il primo obiettivo per il trattamento delle patologie dello spettro depressivo, una volta giunti al riconoscimento dei sintomi e ad una corretta diagnosi in tempi brevi, è evitare che si verifichino ricadute, con elevato rischio di un ulteriore peggioramento del funzionamento sociale del paziente. Le recidive, infatti, possono essere scatenate dall'associazione tra vulnerabilità individuale e una serie di fattori di rischio "stressogeni", psico-sociali e biologici. Con l’utilizzo dei “non recenti” triciclici, il tasso di ricadute supera il 16% al primo anno per arrivare addirittura all'82% al quinto anno di malattia. L’introduzione di antidepressivi di generazione più recente ha permesso di promuovere un effetto neuroprotettivo e neurogenico, se si considera che la depressione ha un effetto tossico diffuso a livello cerebrale, provocando una sorta di “potatura” dei dendriti e dell'assone dei neuroni.

In sostanza i nuovi antridepressivi sono in grado di arrestare la perdita neuronale e di prevenire la perdita del brain derived neurotropic factor (BDNF), uno dei fattori di crescita fondamentali per la sopravvivenza e per la plasticità della cellula nervosa che potrebbe rappresentare un importante componente della capacità di risposta allo stress. Questi farmaci, inoltre, favoriscono la generazione di nuovi neuroni e la loro integrazione nei circuiti neuronali esistenti, inserendosi nel circuito della neurogenesi.

Il presente convegno affronterà le singole tematiche sin qui trattate, con un approccio sistematico ed allargato all’ambito neurobiologico, psicopatologico e clinico, dando spazio, altresì, all’interesse crescente sul ruolo delle nuove dipendenze e della prevenzione degli effetti collaterali del trattamento farmacologico.

 

Scheda evento

  • Data: 19/06/19
  • Codice Ecm: 262422 ed 1
  • Crediti: 7,3
  • Luogo: Grand Hotel Salerno Lungomare Clemente Tafuri 1 - Salerno
  • Obiettivo Formativo: Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura
  • Posti disponibili: Non disponibile

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